INTERVISTA AL DR.NASIMI PRESIDENTE OSSMEI

Dr. Nasimi, vuole presentarci l’Organizzazione Siriana dei Servizi Medici di Emergenza in Italia – OSSMEI-di cui è stato nominato Presidente?



Visto il prolungamento e l’aggravamento della crisi sanitaria in Siria, dovuta alla repressione militare posta in atto da mesi da parte del regime siriano, ha visto l’aumento ogni giorno del numero dei feriti e dei disabili in tutte le regioni e nei campi profughi in Turchia, Libano , Giordania e Iraq ,ed ha reso necessario per affrontare l’emergenza medica, l’istituzione di una organizzazione di assistenza medica, neutrale e apolitica a livello internazionale. In Italia abbiamo deciso di collaborare ad un progetto di ampio respiro nell’ambito medico sanitario fondando l’OSSMEI che accoglie tra le sue fila medici generici, specialisti, dentisti, farmacisti, operatori sanitari in genere, così come studenti di medicina, ancorché Siriani, Italiani o di altra nazionalità purché di origine Siriana o coniugi di persone di origine siriana.



Quali sono i suoi obiettivi principali?



Lavorare al raggruppamento e alla mobilitazione dei medici e delle organizzazioni mediche , nel mondo, che operano nel campo del soccorso medico per la Siria; sviluppare una strategia comune per il lavoro di assistenza medica in Siria; lavorare all’organizzazione delle risorse umane dei membri dell’Associazione e di sfruttare ciò per raggiungere gli obiettivi prefissati; realizzare incontri, giornate di studio, convegni e seminari in tutto il mondo per raggiungere gli obiettivi dell’Associazione e per la divulgazione della situazione sanitaria in Siria; diffondere comunicati stampa, notizie di carattere sanitario ed informazioni sia in forma cartacea sia in forma elettronica; organizzazione di spedizioni di materiale e attrezzature medico sanitarie per la Siria e i paesi limitrofi che accolgono i rifugiati; organizzazione di spedizioni di professionisti volontari che metteranno la loro esperienza a disposizione dei vari ospedali da campo per i rifugiati siriani ;stabilire stretti legami di cooperazione con le organizzazioni mediche e di soccorso, sia nei paesi europei, sia nei paesi arabi e comunque con tutte le organizzazioni internazionali che perseguono gli stessi scopi della presente Associazione; collaborare con il governo italiano nell’ambito delle spedizioni umanitarie e medico sanitarie mettendo in luce le necessità sul campo; difendere l’onore della professione medica e la sua etica, la fratellanza umana e i diritti dell’uomo.



La vostra associazione si muove in contatto con altre organizzazioni nazionali e internazionali che operano in ambito medico-sanitario?



La nostra associazione farà parte dell’ dell’Unione delle Organizzazioni Mediche Siriane di soccorso, UOSSM e lavorando in sinergia con le altre associazioni cercheremo di offrire un sostegno concreto alla popolazione siriana martoriata dai colpi incessanti del più atroce regime dittatoriale che la storia moderna abbia mai conosciuto.



Come potrebbe definire la situazione medico-sanitaria in Siria? Avete contatti con medici all’interno? Che situazione descrivono?



La situazione medico sanitaria in Siria è insostenibile e per rendere l’idea cito alcuni dati: negli ultimi mesi in Siria abbiamo avuto circa tra i 200 e 300 morti al giorno e in base a degli studi effettuati , per ogni morto corrispondono circa 10 feriti , perciò ,con i numeri alla mano ,abbiamo avuto circa tra i 2000 e i 3000 feriti al giorno, una situazione tragica di per sé ma a peggiorare drammaticamente la situazione ci pensa il regime che dall’inizio della rivolta ha ucciso barbaramente oltre 60 medici, ospedali, pronto soccorso, ambulatori occupati, bombardati, trasformati in centri di detenzione e tortura o distrutti. Medici, infermieri e soccorritori sono presi di mira dal regime, che li perseguita, arresta, uccide o obbliga a denunciare i feriti. Questo costringe i medici ad organizzare ospedali da campo, allestiti in situazioni assolutamente precarie, negli scantinati, in stanze all’interno di abitazioni private, nei garage ecc.
Avere contatti in Siria ,oggi, non è facile ma c’è un’organizzazione tale che ci consente di avere notizie dei nostri colleghi e di poter far fronte alle loro richieste sempre più pressanti per la degenerazione della situazione sul campo.
Quando chiediamo loro della situazione all’interno, tutti rispondono con la stessa frase: ciò che sentite non è minimamente vicino alla realtà che tocchiamo in mano tutti i giorni……pregate per noi!



Quali sono, dal punto di vista medico-sanitario, le principali emergenze?



All’interno della Siria hanno bisogno di tutto ,dalle semplici siringhe alle attrezzature per la rianimazione mentre nella striscia di confine con la Turchia dove si sono approntati degli ospedali da campo , la situazione è migliore grazie agli aiuti dei paesi limitrofi e a quelli internazionali come ad esempio Medici senza Frontiere e soprattutto la sezione francese che ha dato un aiuto tangibile nella provincia di Aleppo. Ultimamente ci è giunta richiesta di apparecchi RX portatili per la visualizzazione delle schegge prima della medicazione ed eventuale sutura, sacchi per la trasfusione sanguigna , apparecchiatura per la rianimazione e ambulanze ,infatti basti pensare che nella zona di Izaz c’è una sola ambulanza che fa da spoletta tra le zone interne e il confine con la Turchia.



Cosa ci può dire dei siriani nei campi profughi?



Siamo in una situazione di guerra . Quando accade un terremoto o una calamità naturale in una città qualsiasi nel mondo ,vediamo come tutti i paesi si adoperano a mandare soccorsi per contenere la sciagura umanitaria , bene in Siria ogni giorno c’è un terremoto e ci sono migliaia di persone che hanno bisogno di aiuto , di essere curati , di vitto , di alloggio ,di sostegno morale, di scuole e svago per i bambini, la situazione è veramente tragica e i paesi limitrofi ,dove si sono aperti i campi profughi ,si stanno impegnando a fondo a soddisfare le esigenze di questa martoriata popolazione ma i numeri crescono sempre di più e ci stiamo avviando verso una nuova invernata e per questo dobbiamo impegnarci tutti ad aiutare e sostenere questo popolo che pazienta con una dignità indescrivibile la fine di questa dura prova.



Cosa farà, la vostra associazione, per contrastare questa tragedia umanitaria? Avete in programma delle missioni?



Ribadisco che per quanto uno possa fare è una goccia nel mare , la nostra associazione intende collaborare con le altre associazioni che già operano sul campo dando il massimo appoggio dall’Italia e abbiamo intenzione di mandare una missione di volontari in Turchia per il periodo natalizio a dare una mano nelle strutture già presenti lungo il confine con la Siria.



Che contributo possono dare le persone che vorrebbero dare una mano?



Il lavoro da fare spazia dalla raccolta dei nominativi dei colleghi che operano sul territorio italiano e che hanno volontà di aiutarci nel nostro progetto, alla raccolta di fondi tramite il nostro conto corrente bancario che a breve sarà operativo ,passando per la raccolta di attrezzature mediche . Vorrei solo ricordare che ancora non abbiamo avuto l’autorizzazione di poter spedire medicinali per problemi burocratici-logistici.



Se non si interviene con urgenza per aiutare la Siria, che rischi corre la popolazione e a che rischi sono esposti oggi i bambini ?



Oltre ai problemi inerenti la malnutrizione , la mancanza dei farmaci basilari per il diabete, ipertensione, per l’apparato cardio-circolatorio alla mancanza dei semplici antibiotici, antinfiammatori, oggi si aggiungono tutte le patologie inerenti la cattiva igiene personale per la mancanza di acqua e per il diffondersi dell’epatite A tramite la poca acqua non potabile che la popolazione usa per dissetarsi. Oggi si parla anche del problema delle vaccinazioni in quanto il programma statale di prevenzione è fermo da mesi e cominciano ad apparire i primi segnali di patologie ormai debellate da decenni come la difterite e la meningite. Ora più che mai dobbiamo accelerare gli aiuti concreti con un programma medico sanitario che tocchi tutte le fasce di età e sostenga gli operatori sul campo .



L’Italia come si sta comportando riguardo a questo dramma?



Con questa domanda colgo l’occasione per ringraziare apertamente l’impegno e la solidarietà espressa fin dal primo momento dal Ministro Terzi e dal governo italiano per il popolo siriano e invito il governo a mantenere la sua leadership nell’impegno solidale e di soccorso in Europa nei confronti della situazione siriana. L’Italia è stato il primo paese europeo ad aver mandato un ospedale da campo e ad aver mandato attrezzature e medicinali. L’impegno italiano nell’ambito medico sanitario è ineccepibile e meritevole di ulteriori positivi sviluppi, e l’Italia con il suo governo dovrebbe spingere in modo significativo a livello internazionale per mettere la parola fine al massacro al quale assistiamo ogni giorno su tutto il territorio della nostra amata Siria . Confidiamo sull’ottima reputazione del nostro ministro Terzi a livello diplomatico e sulla sua obbiettiva conoscenza della situazione, affinché si possa dare una spallata decisiva al sanguinario regime di Assad che ha ucciso migliaia di innocenti e continua imperterrito nel suo nefasto progetto. La Siria culla delle civiltà ha bisogno finalmente di una svolta democratica e questo può accadere anche grazie all’impegno dell’Italia e del suo governo.

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